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“serata tra amici”
Recensione di Septime

Septime
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Al n.807 in classifica su 18’597 Ristoranti a Parigi
Certificato di Eccellenza
Cucina: Europea, Francese
Maggiori dettagli sui ristoranti
Dettagli sui ristoranti
Opzioni: Dopo mezzanotte, Accetta prenotazioni
Zona: Bercy/Nation
Recensito 28 agosto 2017

Enoteca molto fornita con diverse chicche in vendita.
personale dispostissimo a consigliarti e a farti scoprire nuovi prodotti.
meglio arrivare per tempo visto che il posto non è immenso e si riempie in fretta.

Grazie, BigZn
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un viaggiatore di TripAdvisor e non di TripAdvisor LLC.
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5 - 9 di 870 recensioni

Recensito 22 giugno 2017 da dispositivo mobile

•27 aprile 2017

Aprile 2017. Tempo di classifiche. La più importante del mese, forse dell'anno, per il firmamento gastronomico é la "The World 50 Best Restaurants", stilata dal mensile britannico 'Restaurant', attraverso il coinvolgimento di chef, critici e cultori internazionali, al fine di designare La Mecca della ristorazione planetaria. Scorrendo la graduatoria si riscontra facilmente il predominio parigino, in termini quantitativi e qualitativi, seppur la ville la plus gourmet non piazzi nessuno dei suoi acclamati fenomeni nella top ten. Tuttavia, é un altro l'aspetto che desta la mia attenzione: al fianco di Lumi del calibro di Passard, Ducasse, Alleno e Barbot, spicca la figura di un ben più giovane Bertrand Grebaut.

Classe '79, Grebaut ha i connotati del predestinato e dopo aver consumato olio di gomito chez Robuchon e Passard, brilla di luce propria all'Agapé, dove viene premiato dalla rossa Michelin con la prima stella a ventisei anni, seguita da una romantica fuga in Oriente con la compagna di vita. Da maggio 2011 il risultato della sua esperienza si tramuta nel Septime, una delle tendenze più in voga delle ultime stagioni parigine, catalogabile nel trendy world della bistronomie. (sulla scorta del modello vincente Chateaubriand)

XI arrondissement, rive Droite, zona che evolve di pari passo con la crescita del Septime. Una tenda all'ingresso funge da sipario di una scena informale, rilassante e luminosa, al cui interno si respira un'atmosfera essenzialmente nordica e naturalistica, contestualizzata in un'ambientazione da tipico bistrot.
Mi accomodo molto presto davanti alla cucina a vista, mezzogiorno e un quarto circa, dato che mangiare a un orario più consono sembra impossibile anche a pranzo, se non con prenotazione anticipata. Si parla di almeno due settimane d'attesa per la cena.
Grebaut(assente durante la mia visita) detta linee guida che incarnano una filosofia lontana da classicismi e tradizione: un menù a pranzo e uno a cena, diversi ogni giorno, apoteosi di estro, autenticità della materia prima e sorpresa per il commensale, cardini fissati dalla proposta del mercato e dalla stagionalità degli ingredienti.
Una cucina in divenire, quotidianamente investigatrice, in trepido fervore creativo, animata da un'incessante brama di stupire.

Benvenuto della casa: grissini homemade stirati ottimamente e serviti con una delicata crema di Comté a bassa stagionatura, un formaggio francese vaccino da latte crudo.

Antoine Villard, sous chef, guida una brigata(priva di toque!) multietnica e sorridente che opera coordinata e disinvolta.
La partenza strizza l'occhio al crudismo con la "Tartare di seppia, piselli, uova di trota, fiori di cerfoglio e olio extravergine". Mare, terra, fiori si muovono armoniosi nel disegno del piatto, assortimento bilanciato fra dolcezza e sapidità, croccante e fluidità, legato in bocca dalla gradevole e pungente tonalità dell'olio. Ecco il ruolo protagonista affidato direttamente alla qualità del prodotto e alla sua stagionalità, a ricercare freschezza e leggerezza.

Accende entusiasmi il pericoloso gioco ad alte temperature "Asparagi abbrustoliti, bacon e riduzione al vino": il binomio asparago-bacon sfonda mura ataviche con l'esplosivitá della griglia, riportata sulla terra da necessarie note acide, che smussano la pienezza dei sapori.

Inizia a piacermi questo Septime; mi conquista definitivamente con il "Nasello di Normandia, burro d'acacia e Savagnin, zucchine, cipolla agrodolce e fiori d'acacia". Prelibato il trancio proveniente dalla Normandia, il migliore assaggiato finora nella mia vita: cotto a bassa temperatura, affonda la sua texture superba nella salsa d'accompagnamento, elegante e gustosa. Accolgo volentieri le presenze vegetali, anche se la cipolla conferisce una nuova acidità alla portata, già ottenuta dal vino.

Le danze si chiudono con un drogante "Sorbetto di fragola, gelato al formaggio di capra e riduzione al rabarbaro", dessert lieve ed estremamente appagante. Consistenze simili, sapori complementari, equilibrio totale fra il dolce fruttato, il latticino sapido e l'acidità di fondo, prerogativa del menù odierno.

Mi alzo, soddisfatto del servizio attento e professionale, seppur non eccessivamente formale, e di aver conosciuto il laboratorio del Septime, capace di sondare gli habitat più svariati e di fonderli in un bistrot che racchiude un variegato mondo culinario.
Così come lo stesso Bertrand, può appassionare o dividere. Io mi sono piacevolmente divertito.

Grazie, Raul S
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Recensito 26 maggio 2017 da dispositivo mobile

Che vogliate chiamarla bistronomie, come di voga di recente, o che vogliate semplicemente riconoscervi un nuovo modo di fare (alta) ristorazione, ci sono alcune innegabile caratteristiche che evidenziano in questo (ed in altri ristoranti che condividono questa "linea) un cambio netto di impostazione.
Cito le principali:
1. Il menu é fisso, nel nostro caso di 7 portate, ed é fisso il prezzo: 75 euro
Si discute quindi di eventuali allergie o intolleranze, dopodiché inizia il viaggio, con i camerieri (giovani e motivati) a scoprire le carte di volta in volta.
Chiaramente ciò consente alla cucina di lavorare senza dover conservare, programmando gli acquisti (freschissimi) in funzione di un solo menu ed un numero di coperti prevedibile. Semplice, ma geniale.
2. La cucina chiaramente riflette questa impostazione "freschista": non uscirete da qui con un malloppo sullo stomaco, le preparazioni sono gustose (forse non facilissime per alcuni palati meno allenati ad uscire dagli schemi classici) ma le tecniche mirano alla leggerezza: troverete succhi anziché intingoli, cotture al vapore anziché fritti, e cosi via. Che male non fa.
3. La proposta vini&co é naturalmente (é il caso di dirlo!) votata a premiare i vigneron che più degli altri provano (ed in molti caso riescono!) a fare vino senza ricorrere a sostanze nocive o a tecniche che impoveriscono il prodotto finale. Parliamo del mondo del vino naturale (o giù di lì) che bene si abbina a questo "mindset".
Che altro dire: provatelo, a noi é piaciuto moltissimo (cenato al banco prenotando la sera prima, grazie alla complicità di un'amica italiana), se non altro avrete provato l'alta cucina del futuro prossimo.

Grazie, Luxtripper
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Recensito 7 maggio 2017 da dispositivo mobile

Consigliato da un'amica nel week end del primo maggio siamo andati a pranzo al Septime. Una location piacevole, dove la cure nei dettagli la fanno da padrona come del resto anche nei pitti. La cottura del pesce e l'abbinamento con i fiori mi hanno particolarmente soddisfatto.

Grazie, MBGCaorle
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Recensito 6 maggio 2017 da dispositivo mobile

Locale carino. Personale preparato e gentile. Menù fisso a OTTANTA euro vino escluso con portate ridicole nel contenuto con l'aggravante della minima quantità.
Ricarico sui vini da inchiesta della magistratura.
Morale: passate, guardate e andate a cena altrove.

2  Grazie, Roberto G
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