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“Piacevole sorpresa a 15 minuti da Torino”
Recensione di Abbazia di Fruttuaria

Abbazia di Fruttuaria
Al n.1 in classifica su 2 Cose da fare a San Benigno Canavese
Maggiori dettagli sull'attrazione
Dettagli sull'attrazione
Tariffa:
Recensito 11 gennaio 2018

Il sito è un'insieme di stili, dal romanico al barocco al rinascimentale. La chiesa è piccola ma piena di storia. A partire dalla prima edificazione intorno all'anno 1000 con mosaici in marmo bianchi e neri fino ai dipinti e alla struttura dell'altare di fine '700 che ricorda molto l'interno di San Pietro. Nei sotterranei, durante le feste natalizie è stata ospitata una mostra sui presepi, tutti molto particolari e alcuni molto belli. Apre la 1a e la 3a domenica del mese. L'ingresso è gratuito, ma per la simpatia e disponibilità dei volontari che ci hanno illustrato la parte storica ed i gossip dell'epoca si fa volentieri un'offerta a sostegno delle spese di gestione.

Grazie, Patrizia V
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9 - 13 di 44 recensioni

Recensito 16 settembre 2017 da dispositivo mobile

Viste le ottime recensioni mi aspettavo qualcosa che mi lasciasse il segno, ma così non è stato.
Belli e interessanti i mosaici sotto l'altare, ma per il resto mi ha detto poco. Anche l'esterno non mi ha convinto.

Grazie, mox79
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Recensito 14 settembre 2017 da dispositivo mobile

Beh poche parole per un bene di natura collettiva. Non serve che sia io a dover descrivere ciò che trovi in ogni libro o guida o portale turistico. Eccellenza di una architettura tutta italiana. Da vedere.

Grazie, Massimo S
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Recensito 27 agosto 2017 da dispositivo mobile

L'Abbazia venne fondata nell'anno 1003 da Guglielmo da Volpiano. Di quell'epoca rimangono i mosaici visibili sul pavimento all'interno, le fondamenta e la torre campanaria.
Nella seconda metà del 1700 la struttura esterna viene rifatta in stile neoclassico con influenze barocche, che possiede tutt'oggi.
Grande chiesa con un bellissimo altare posizionato al fondo, dal momento che su richiesta papale era stato fatto spostare da sotto la cupola.
Visita consigliata.

Grazie, Alessandro N
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Recensito 12 giugno 2017

abbiamo fatto questa visita in occasione di una piccolissima mostra che ha permesso di pubblicizzare il sito nel circuito dell'abbonamento musei e sono rimasta assolutamente soddisfatta soprattutto dell'ottimo servizio di visite guidate fornito dall'associazione che si occupa di questo bene!!
i resti dell'abbazia si trovano in pieno centro storico, nel paesino molto gradevole di San Benigno Canavese. da Asti ci vuole esattamente un'ora per raggiungerlo, molto meno da Torino.
di fronte alla chiesa ci sono alcuni parcheggi. pare siano a disco orario anche la domenica ma si può stare 2 ore, esattamente il tempo in cui è aperto il sito quindi comodissimo.
gli orari purtroppo sono infatti molto limitati, la prima e la terza domenica del mese, dalle 15 alle 17, con però delle eccezioni. per sicurezza io ho chiamato prima di partire, alle 13.30, con poca fiducia che ci fosse qualcuno.. e invece mi hanno risposto e confermato che era aperta pur essendo la seconda domenica di giugno perchè dovevano recuperare la prima che era invece chiuso.
alcuni visitatori sono arrivati in prossimità della chiusura e la nostra guida ha chiesto se volessero fare la visita guidata, quindi probabilmente sono molto flessibili e disponibili.
all'arrivo un volontario ci ha accolti gentilmente dicendo che sarebbero partiti di lì a breve. non sapendo come funzionasse ci siamo trovati davanti all'accesso, sul lato sinistro della chiesa, alle 3 precise. dopo pochi minuti una ragazza veramente in gamba e molto preparata ci ha fatto entrare insieme ad altri visitatori nella chiesa che sorge sopra all'antica abbazia e ci ha proposto una strepitosa visita guidata che è durata un'ora e 40 minuti circa! credo che solitamente durino meno.
il percorso ha inizio nella chiesa sorta per volere del Cardinale delle Lanze a metà 700 e dedicata alla Madonna e ai Santi. attualmente è in uso e vi si celebrano funzioni religiose. qui ci ha fornito informazioni sulla sua costruzione e sui lavori per la collocazione dell'impianto di riscaldamento fatti negli anni 90, che hanno permesso di riportare alla luce la sottostante abbazia dell'anno mille. il racconto torna così indietro nel tempo per capire com'era il territorio a quell'epoca e per far conoscere ai visitatori la vicenda di Guglielmo da Volpiano, monaco benedettino che volle costruire l'abbazia nel 1003, che nel 1400 iniziò un lento declino e fu salvata nel salvabile dal Cardinale, che conservò mosaici e strutture che ancora esistevano.
dalla chiesa barocca e neo classica è possibile vedere i 3 mosaici a tessere bianche e nere, tra i più antichi del Piemonte, prima di spostarsi nel chiostro e riscoprire le antiche formelle in terracotta che ornavano gli archi delle finestre.
si rientra quindi per vedere i particolari di un quadro che raffigura il martirio di San Benigno - non molto bello, particolarmente tetro.. - e ci si sposta nella piccola quadreria della sacrestia, dove sono conservati una quindicina di quadri tra cui uno pregevole di Defendente Ferrari. qui è possibile fare una donazione all'associazione o acquistare qualche piccolo gadget del sito.
si torna nuovamente nella chiesa per vedere da vicino il baldacchino molto simile a quello di San Pietro a Roma - con l'eccezione che le colonne tortili sono grigie anzichè marroni - e l'urna sottostante che conteneva i resti di re Arduino e si scende nello scurolo dove sono contenute la tomba del Cardinale delle Lanze e alcune reliquie di personaggi di lui contemporanei.
il percorso si completa nel sito archeologico ottimamente realizzato sotto il pavimento della chiesa, dove si possono vedere i resti della riproduzione della rotonda Santo Sepolcro di Gerusalemme, fosse per sepolture e il sito in cui si producevano le campane. sono presenti ancora, ben conservate, pitture parietali.
qui sono esposte le sculture - visibili fino al 18 giugno - di 6 artisti torinesi. una quindicina di opere in legno, pietra, metallo che riproducono un pesce, maschere maschili, cavalli e forme astratte, accompagnate dalle brevi biografie degli scultori.
il percorso si conclude al primo piano della torre campanaria - gli altri 5 piani non sono visitabili -, dove sono presenti un affresco molto rovinato che raffigura una Madonna con bambino e un frammento di mosaico.
uscendo ci si ritrova nel punto da cui si era partiti.
nel percorso sono presenti - in questo spazio, nel chiostro e nel sito sotterraneo - alcuni pannelli informativi ben fatti e semplici. ma di fatto la guida fornisce già tutte le informazioni necessarie per capire davvero la storia di questo luogo.

consiglio vivamente la visita che è anche gratuita!!!
unica pecca sono gli orari ridotti di visita, ma essendo gestita da volontari credo facciano da molto per tenerla aperta al pubblico.
magari meglio chiamare per essere certi che sia aperto il giorno che si vuole visitare.
i bagni si trovano nella sacrestia.

Grazie, roberta c
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Aglie, Provincia di Torino
San Benigno Canavese, Provincia di Torino
 

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